Calcolatore quota equa
Calcola come dividere le spese comuni in base al reddito di ciascuno. Inserisci gli stipendi e le vostre spese condivise.
Come funziona la divisione in base al reddito?
La ripartizione proporzionale divide le spese comuni in base a quanto guadagna ciascuno. Invece di pagare metà a testa, ognuno versa la stessa percentuale del proprio stipendio. Chi guadagna di più paga di più in euro, ma entrambi destinano la stessa quota del reddito alla casa.
La formula è semplice: si divide il reddito di ciascuno per il reddito complessivo e si moltiplica per le spese condivise. Se una persona porta il 60 % delle entrate, paga il 60 % delle bollette.
Perché dividere in base al reddito?
Quando due persone condividono la casa ma hanno stipendi diversi, pagare metà a testa crea uno squilibrio concreto. Chi guadagna meno destina una parte molto maggiore della busta paga alle spese fisse e resta con meno margine per risparmiare o per sé.
La ripartizione proporzionale evita questo effetto: entrambi conservano una percentuale simile del reddito per le spese personali. È particolarmente utile per coppie con stipendi diversi, famiglie monoreddito o appartamenti condivisi in cui convivono un lavoratore e uno studente.
Quota equa e divisione a metà a confronto
Dividere a metà funziona bene quando i due redditi sono simili. Appena la differenza diventa significativa, la ripartizione proporzionale risulta più equa, perché pareggia lo sforzo e non la cifra.
Un esempio: con 1.200 € di spese e redditi di 2.400 € e 1.600 €, la divisione a metà pesa per il 25 % sul primo stipendio e per il 37,5 % sul secondo. Con la quota equa entrambi versano il 30 %. Il calcolatore mostra le due opzioni affiancate, così potete decidere sui numeri.
Domande frequenti
È uno strumento che stabilisce quanto ciascuno deve versare alle spese comuni in base al proprio reddito. Invece di dividere in parti uguali, calcola quote proporzionali: chi guadagna 3.000 € versa più di chi ne guadagna 2.000, ma entrambi destinano la stessa percentuale dello stipendio. È considerato un metodo più equo perché tiene conto della capacità economica reale.
La quota di ciascuno è il suo reddito diviso per il reddito complessivo, moltiplicato per il totale delle spese condivise. Se una persona guadagna 3.000 € e l'altra 2.000 €, la prima paga il 60 % (3.000/5.000) e la seconda il 40 %. Con 1.500 € di spese comuni sono 900 € e 600 €. Entrambe versano il 30 % del proprio reddito.
Dividere a metà è davvero equo solo quando i due redditi sono simili. Con una differenza rilevante, chi guadagna meno destina una percentuale molto più alta dello stipendio alle spese comuni e resta con meno margine di risparmio. La ripartizione proporzionale pareggia questo sforzo.
Una promozione, un cambio di lavoro, un congedo o una riduzione d'orario dovrebbero far scattare un ricalcolo. Consigliamo di rivedere la ripartizione ogni trimestre o a ogni cambiamento rilevante. Basta inserire i nuovi importi per ottenere le quote aggiornate.
Di norma affitto o mutuo, utenze (luce, acqua, internet, riscaldamento), spesa alimentare, prodotti per la casa, assicurazioni comuni e auto condivisa. Restano di solito individuali abbigliamento, hobby, abbonamenti personali e regali. La zona grigia (cene fuori, viaggi, spese per animali) conviene concordarla esplicitamente.
Sì, il principio proporzionale vale per qualsiasi numero di conviventi. In un appartamento con tre o quattro persone la quota si calcola allo stesso modo: reddito individuale diviso reddito del gruppo, per il totale delle spese. Se volete considerare anche la dimensione delle stanze, usate il calcolatore affitto.
Calcolare e annotare a mano chi deve cosa diventa faticoso appena le spese cambiano ogni mese. GoodShare lo automatizza: imposti la proporzione una volta, registri le spese comuni man mano e l'app calcola in continuo la quota di ciascuno, con il saldo aggiornato di chi deve compensare chi.
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